Il Piano terapeutico protesico: Aspetti Clinici

Piano Terapeutico Protesico | Det | Dental Digital Journal

Il Piano terapeutico protesico: Aspetti Clinici

Negli ultimi anni i pazienti mostrano sempre di più la necessità di avere velocemente un piano terapeutico chiaro, dettagliato e possibilmente adeguato alle loro finanze o perlomeno a quello che hanno ipotizzato essere la cifra corretta per la risoluzione dei loro problemi. D’altro canto noi clinici sappiamo bene che non tutte le riabilitazioni protesiche consentono l’elaborazione in un’unica visita del piano terapeutico e del preventivo ad esso connesso. Alla base, infatti, della redazione di un corretto piano di trattamento c’è la formulazione di una corretta diagnosi; fattore determinante per il successo di ogni terapia medica.

La diagnosi non è sempre immediata soprattutto in casi complessi dove più branche odontoiatriche concorrono per la risoluzione degli stessi. Ricordiamoci, poi, che non solo può essere necessaria più di una visita per avere un corretto quadro della situazione clinica del paziente ma, ad una diagnosi puntuale può seguire la possibilità di diversi piani di trattamento alternativi.
Come fare, quindi, a redigere un piano di trattamento riabilitativo mantenibile a lungo termine, rispondente alle esigenze primarie dei pazienti e possibilmente realizzabile in modo semplice e con interventi minimamente invasivi?

La pianificazione deve basarsi su un esame clinico strutturato, su risultati di indagini pertinenti, su una valutazione obiettiva dei desideri e delle aspettative del paziente.
In primo luogo bisogna eseguire un’attenta raccolta di dati clinici e strumentali al fine di (Raccolta dei dati fondamentali per la formulazione della diagnosi e del piano di trattamento protesico; Costanza Micarelli, Gaetano Noè – FAD AIOP 2016):

 

• Formulare una diagnosi accurata;
• Impostare uno o più piani di trattamento e discuterne con il paziente;
• Scambiare informazioni e giudizi clinici con gli altri specialisti coinvolti nella terapia;
• Eseguire una rivalutazione per la formulazione del piano di trattamento definitivo al termine della fase preliminare;
• impostare il follow-up;
• Costituire una documentazione utile alla rivalutazione a distanza e durante il follow-up.

 

Nella tabella 1 sottostante vengono elencati i dati da raccogliere per la formulazione del piano di trattamento

(Raccolta dei dati fondamentali per la formulazione della diagnosi e del piano di trattamento protesico; Costanza Micarelli, Gaetano Noè – FAD AIOP 2016) (Ortensi L., Stefani R., Caviggioli I., Molinelli F ; 2011- La prima visita in odontoiatria protesica: aspetti innovativi- Giugno Il Dentista Moderno) (Rich B, Goldstein GR. New paradigms in prosthodontic treatment planning: a literature review. J Prosthet Dent. 2002 Aug;88(2):208-14)

 

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Per la formulazione del piano di trattamento è di grande importanza effettuare un’attenta intervista al paziente. Il professionista deve riuscire a comprendere i reali desideri e le aspettative del paziente altrimenti permane il rischio di, pur facendo una corretta diagnosi, scegliere l’opzione terapeutica non adeguata al paziente stesso.
È necessario porsi, quindi, una serie di domande sulla praticabilità delle procedure terapeutiche su un determinato paziente (Leles CR, Freire Mdo C. A sociodental approach in prosthodontic treatment decision making. J Appl Oral Sci. 2004 Jun;12(2):127-32.):

• Determinare la motivazione del paziente;
• Valutare i desideri e le aspettative del paziente
• Identificare le preferenze del paziente
• Comprendere l’impatto del piano terapeutico sulla qualità di vita del paziente
• Valutare la probabilità di una prognosi favorevole
• Valutare la capacità del paziente di mantenere una buina condizione di saluta orale con il piano di trattamento scelto
• Capacità del paziente di far fronte allo stress del trattamento selezionato
• Verificare la disponibilità di risorse finanziarie, manodopera, supporto tecnico e competenze professionali

Risulta, inoltre, utile creare una lista in cui si evidenziano i problemi diagnosticati e si relazionano agli obiettivi del trattamento che concorrono alla realizzazione del piano terapeutico.
Nella tabella 2 si evidenziamo alcuni esempi di come fare una lista che relazioni diagnosi- problemi-obiettivi del trattamento e trattamento stesso.

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Tabella 1: lista di relazione tra diagnosi- problematiche e obiettivi del trattamento

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Nel grafico 1 si illustra il processo di sviluppo del piano terapeutico. Viene sottolineato in particolare come esistano delle variabili legate sia al paziente che al clinico che influenzano direttamente la scelta del piano terapeutico stesso. Nel caso del paziente consideriamo variabili positive l’interesse verso la salute orale, la capacità di affrontare il trattamento, storia di regolari controlli odontoiatrici. Variabili negative sono: paura del trattamento, ridotto tempo disponibile, scarsa igiene orale, poca motivazione e eventuali ridotte possibilità economiche.
Anche il clinico nel scegliere un opzione terapeutica tiene conto di alcune variabili a lui correlate come: la conoscenza e l’esperienza di acquisita su determinate terapie (si tende a prediligere quello che si conosce meglio o che nelle mie mani funziona meglio), abilità tecniche di base (sia del clinico che del laboratorio con cui si collabora) e la filosofia di trattamento dello studio (alcuni studi hanno un approccio incentrato sulla parodonto e il mantenimento igienico, altri un approccio preferibilmente chirurgico ecc…).

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Sono tante, quindi le componenti che concorrono alla scelta e la realizzazione di un piano terapeutico protesico. Non lasciatevi trascinare dai vostri pazienti a fornire nell’immediato un piano e un preventivo perché non per tutte le problematiche è possibile fornire subito la soluzione.

Prendetevi il tempo necessario per studiare il caso e capire la persona che avete di fronte. Il paziente vuole subito una risposta ma, voi mostrerete la vostra professionalità facendogli capire che il suo caso richiede un tempo di studio e una riflessione che non si può esaurire in una singola visita.

Questo tempo perso iniziale risulterà un guadagno successivo perché vi metterà al riparo da scelte sbagliate e da una non corretta valutazione di tempi e costi del piano riabilitativo.

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